Tsukikage – Ombra della Luna

Tsukikage – Ombra della luna.

“There’s a lot of words to come out
Just waiting for the perfect hideout
Down when the walls started shaking
I’m ready for you to find out.”

(Bombay Bicycle Club – Luna)
(Kata Musō Jikiden Eishin-ryū iaido : Tsukikage – Ombra della luna)

Just follow my yellow light

tsubarabbit
“I’m looking for a place to start,
But everything feels so different now.
Just grab a hold of my hand,
I will lead you through this wonderland.
Water up to my knees,
But sharks are swimming in the sea.
Just follow my yellow light
And ignore all those big warning signs.”

(Of Monsters and Men -Yellow Light)

Oh! benefizio del dolore! …

Autumn Elegy by Leonid Afremov on DeviantArt

“Quali beveraggi di lacrime di sirena non ho bevuti, distillati entro alambicchi maligni come l’inferno, avvicendando timori e speranze, sempre perdente anche quando mi credevo sul punto di vincere!
Quali sciagurati errori non ha commesso il mio cuore per l’appunto quando credeva d’esser beato come più non si può!
Come, oh! come i miei occhi sono balzati fuori dalle loro orbite nel delirio di questa pazza febbre!
Oh! benefizio del dolore! ora riconosco come sia vero che il bene è reso dal male anche migliore, e che l’amore infranto, una volta rifatto intero, ricresce più bello, più forte e più grande assai.
Io torno così scornato al mio bene e dai miei trascorsi guadagno tre volte più di quanto perdetti.”

William Shakespeare – Sonetto CXIX.

Una cosa è

Theater by ~oberfoerster on deviantArt

DE LA SECONDA STANZA

“Una cosa è. La palla rossa è una cosa rotonda in filigrana astratta. Una biglia, un infanzia colorata, un corpo sinuoso e leggero, un corpo segreto. Una cosa rotonda alleggerita, tenera, che si taglia con un coltello, e spessa, che si taglia con un coltello. Una cosa ma cos’io sono – si dice l’ufficiale. Una cosetta rotonda ora, è una piena luna, un maglio di cristallo, un buco. Nel muro. E vede bellissime gambe. Due bellissime gambe soltanto perchè sono nude. E quando solleva la torcia Bellissimegambe già non c’è più. Però ci sono, lo sa, ed è solo che lui non le vede. Una canzone d’autore stavolta, ma questa volta mica da sopra, dalla terrazza, come Gardel. Le note della chitarra, la voce è da molto vicino. Bellissimegambe appare sul fondo. All’altezza della scena, sul palco. Così lui deve andare e infatti ci va. E quando è sopra al palchetto si accendono i riflettori. Si mette dapprima le mani davanti alla faccia poi guarda la torcia che davvero non serve più a nulla. Non serve restare ma lui ci rimane lo stesso come se si fosse di colpo in un’ ultima stanza.”

Estratto dal racconto : “L’ultima istanza”, di Francesco Forlani.
Contenuto nella raccolta dal titolo : “Vicolo della Ratta/Civico 14”, a cura di Collettivo corpo 10.

(9/3/2013 – 9/9/2013 : due nove aggrovigliati nell’infinito.)